SCHEMA/LIBERO Creativity Lab Borning

 

Non è detto che per una mostra ci sia un posto specifico.

Non è detto che per suonare ci siano posti unici e non è detto che per portare a termine un qualunque progetto ci sia un solo modo di farlo.

Fare arte è spesso paragonato ad un atto liberatorio, un’elaborazione di élite, una fortuna che non tutti hanno.

Non è proprio così.

L’unico e forse fondamentale strumento che TUTTI abbiamo a disposizione sin dalla nascita è la Creatività.

Lavorare a un progetto artistico o imprenditoriale (che è la stessa cosa) è ricerca continua, è elaborare input, è capire, è impegno e a volte sofferenza, in una parola “Kilometraggio” e cioè il percorrere più strada possibile e scoprire durante il cammino, tra successi e fallimenti, come aggirare creativamente tutti gli ostacoli che si presentano e come trarne frutto.

Tante e troppe volte capita entrando in una mostra di arte contemporanea di rimanere perplessi, e altre volte di esclamare “MA QUELLO LO SO FARE ANCHE IO”, magari davanti una sola pennellata di colore su una tela gigante.

Per quanto mi riguarda mi ritengo molto fortunato per aver avuto sin da tenera età la via spianta per la mia Creatività, quella stessa creatività che tutti abbiamo sin dalla nascita ma che per un motivo o l’altro tendiamo ad assopire, ignorare o addirittura cancellare.

Per me infatti la grande mostra o quella più underground o più amatoriale (che sono quelle che preferisco) sono diventate fonte di nuove idee e di carica per continuare il mio lavoro artistico.

Da circa quattro anni ho avuto la fortuna di lavorare a Urbino, paese in cui ho conseguito in passato il mio diploma di laurea all’Accademia di Belle Arti e di portare avanti un corso sulla creatività con studenti della Villanova University di Filadelfia con dei risultati per me inaspettati.

Ragazzi che erano ormai disabituati a guardare il proprio mondo con occhi diversi o di interagire con esso, alcuni di loro già in terapia psicologica dall’età di diciotto anni e assuefatti da regole e dottrine già radicate fortemente nonostante la loro giovane età.

Il mio stupore alla fine del corso fu vedere i loro occhi diversi e vederli in simbiosi con le esperienze che affrontavano ogni giorno a tal punto di riuscire, anche senza aver mai toccato una matita o pennello o senza aver mai considerato il loro telefonino uno strumento creativo, a dar vita ad elaborati artistici con i loro strumenti a disposizione seguendo solo piccole indicazioni su quello che dovrebbe essere il lavoro di un “artista” cioè guardare, vedere, filtrare, e in fine creare.

Vedendo questo risultato ho pensato di ricreare questa magnifica esperienza nel luogo in cui vivo Milano, con un corso sul metodo di creazione che con l’aiuto di cari amici e colleghi, che per la maggior parte saranno presenti anche in vece di ospiti durante questo percorso, potranno portare a farci dire “QUELLO POSSO FARLO ANCHE IO” e magari quella solitaria pennellata su una tela avrà un altro significato e magari,  camminando verso casa ci darà anche l’energia per accendere la nostra lampadina.

A chi è indirizzato il corso :

Il corso è indirizzato a tutti quelli che hanno sempre detto di non saper tenere una matita in mano, a quelli che vedono la creazione artistica solo come decorazione, a quelli che credono al fatto che l’arte sia per pochi, a quelli che andando ad una mostra ne escono vuoti, a quelli che semplicemente amano l’arte, a chi porta avanti già un suo percorso artistico e ha voglia di scambiare punti di vista, a chi non vede l’arte solo sotto forma di pittura o scultura ma la percepisce con il proprio metodo di espressione, a tutti quelli che sentono dentro voglia di creare e cercano un mezzo per renderlo tangibile, e per tutti quelli che pensano all’importanza dell’arte nella propria vita.

Chi vi accompagnerà in questo percorso:

Antonio Salviani,  diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino, nel 2007 consegue un diploma di Laurea Accademica di II° livello, al dipartimento di progettazione delle arti applicate, Scuola di nuove tecnologie dell’arte, con indirizzo in Arti Multimediali Interattive e Performative, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Maria Teresa Marchesediplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino, attualmente professoressa di storia dell’arte e disegno.

Valentina Ciannameagiornalista e Creativity Coach.

Con la presenza di molti ospiti, artisti e insegnanti di varie discipline.

Durata del corso:

Il corso/percorso avrà la durata di 4 mesi scandito da un appuntamento settimanale e avrà inizio il 15 Gennaio 2017.

Su cosa lavoreremo:

Il titolo del nostro laboratorio si riassume in due parole: SCHEMA/LIBERO. Perché, per quanto paradossale possa sembrare, non si può vivere appieno la libertà senza elaborare uno schema di base, un piano che ci condurrà dove vogliamo e soprattutto senza schemi non ci sarebbe nulla da mutare, aggirare o ignorare. Conoscere le regole per infrangerle e con soddisfazione inventarsi schemi propri, nuovi, su misura.

1 SORGENTE

Discussioni sul concetto di arte. Come è percepita individualmente l’arte? Quale importanza ha la ricerca artistica nel contemporaneo? Qual è la figura dell’artista oggi? Qual è il lavoro di un artista? Cosa è il bello e il brutto per noi?

2 INFLUENZA

La personalità dell’artista e come è mutata la visione della propria arte da ieri a oggi. -Singolo artista e gruppo artistico. -Quello che ci circonda (il modo in cui si percepisce e ciò che scaturisce uno studio artistico) l’importanza di quello che si vuole raccontare e il chiedersi cosa ha la priorità di essere raccontato. – l’importanza del PERCHE’ e perché è importante la stesura di un progetto di lavoro.

3 TEMA E PROGETTO

Scelta individuale del Tema, il perché e l’importanza di esso nel contesto contemporaneo, ovvero le (priorità di narrazione) l’etica espressiva. (“il tema e cioè l’idea di partenza, non deve essere per forza definita sin dall’inizio ma deve prendere forma da tutto il materiale raccolto da foto, scritti, riferimenti artistici, concetti di ricerca individuali”).”idea-tema-progetto-risoluzione-creazione-esposizione”.

4 TECNICA

Scelta degli strumenti espressivi, pittura, scultura, video, fotografia, musica, installazione, performance, ecc.

( Per la realizzazione del lavoro finale bisogna definire un concetto. Per farlo è importante stilare da prima un progetto scritto per poi lavorare su vari schizzi che in seguito serviranno soprattutto per il prodotto finale e per l’esposizione e quindi affinare la tecnica scelta).

5 CREAZIONE-LABORATORIO

Tecniche di produzione, scelta dei materiali, sperimentazione del lavoro laboratoriale e concettuale.

6 PROGETTO ESPOSIZIONE

Progettazione tecnica per l’esposizione dell’elaborato finale e la collocazione nello spazio espositivo. (fruizione ed effetto). L’importanza del PERCHE’, perché abbiamo scelto questo o quell’argomento e perché è importante esporlo e soprattutto perché qualcuno dovrebbe venire a vederlo.

7 COLLETTIVA FINALE

Il corso si concluderà per chi voglia con una esposizione finale collettiva.

Luogo :

La maggior parte degli incontri settimanali si terranno allo Spazio Sirin http://www.sirin.it/ in via Vela n 15 Milano alternati da escursioni esterne.

X Info e adesioni:  antoniosalviani@hotmail.com

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